Su “Sole verde” di Kent Anderson (Nutrimenti, 2019)

di Fabio Orrico

Kent Anderson è autore di soli tre romanzi, tutti con al centro un personaggio, Hanson, le cui vicende biografiche sembrano coincidere in molti punti con la biografia del suo creatore. Questo Sole verde, appena mandato in libreria da Nutrimenti è quindi, a ventitre anni da I mastini della notte e a trentadue da Simpathy for the Devil, la chiusura di un’ideale trilogia. Non conosco (ma è solo questione di tempo) gli altri due romanzi ma, a giudicare da Sole verde, l’etichetta di noir con cui viene venduto rischia di risultare fuorviante e di classificare uno scrittore che invece, mi sembra, proprio dell’irriducibilità a un genere canonizzato fa la sua forza. Continua a leggere “Su “Sole verde” di Kent Anderson (Nutrimenti, 2019)”

Giovanni Peli: sei poesie tratte da “Onore ai vivi”

Onore ai vivi (che si apre e si chiude con due testi di approfondimento firmati, rispettivamente, da Giulio Maffii e Nicola Vacca, a loro volta grandi poeti e sensibilissimi studiosi)è l’ultima raccolta di poesie di Giovanni Peli. Un libro bellissimo, irto e complesso, che si presenta agli occhi del lettore come un arazzo variegato, ricco di fili e sentieri da dipanare. Lo stesso Peli del resto sembra individuare nella contaminazione delle forme e dei gesti poetici la sua vocazione: poeta, cantautore e romanziere, Peli stratifica e differenzia la sua voce anche all’interno del libro di cui stiamo parlando e del quale vi proponiamo alcuni testi. Prosa e verso libero, inno e diario. I versi di Peli sono definitivi, spigolosi, taglienti. Guardano all’aforisma ma sanno sciogliersi in autentica cadenza narrativa. Per chi scrive una bellissima scoperta (F.O.)

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Anteprima da “Fiori estinti” di Mattia Tarantino

Di Mattia Tarantino avevamo già pubblicato alcune poesie qualche mese fa. Adesso siamo molto felici di annunciare l’imminente uscita della sua nuova raccolta, Fiori estinti (per Terra d’ulivi edizioni e arricchito da una postfazione dell’altrettanto talentuosa Giorgia Esposito). Si tratta di un libro vasto, magmatico, labirintico, un libro che ha la cadenza dell’inno e del canto di guerra, una sorta di monolito kubrickiano gettato di traverso sulla scena della poesia italiana e insieme un segnale di crisi e rinascita. Io spero che di questo libro si parli molto e spero si parli molto di Mattia Tarantino perché è un poeta generoso e intrepido, prematuramente maturo ma anche pieno di spigoli da smussare e paludi da bonificare, uno che sembra volersene andare per la sua strada a dispetto di tutti, un esploratore che, saggiamente, ha preferito muoversi su terre vergini, rischiando il deserto e le sabbie mobili e per questo è stato salvato.
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Su “I sentieri delle ninfe” di Fabrizio Coscia (Exorma, 2019)

di Fabio Orrico

I libri di Fabrizio Coscia fanno ormai storia a sé. I sentieri delle ninfe chiude un lustro di pubblicazioni (in precedenza c’erano stati Soli eravamo e La bellezza che resta più il denso saggio su Francis Bacon Dipingere l’invisibile) che annuncia la maturità di una prosa e di un’idea di scrittura da sempre seducente.
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Su “Precipitare” di Luisa Bolleri (Leonida edizioni)

di Fabio Orrico

L’ultimo libro di Luisa Bolleri, Precipitare (Leonida edizioni), è una raccolta di racconti scandita in tre tempi. Tre sezioni che si focalizzano su scelte semantiche ben precise: la prima consta di dieci racconti narrati in terza persona (una terza persona, va detto, molto soggettiva), la seconda contiene altri dieci testi, questa volta resi in prima persona mentre l’ultima sezione è occupata da un unico racconto il cui titolo coincide con quello del libro ed è raccontato nella seconda persona singolare.
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Valeria Cagnazzo: Cinque poesie inedite

I.

Se del miele una macchia
sull’anello del
mazzo di chiavi, se sul tuo
maglione rosso un capello
dei miei
è rimasto; è normale
che i treni partano, ogni minuto,
come nascono i bambini o affondano
le bare, è uno smuoversi perenne
il nostro, che la vita vibra appena
il prato e già
brulichiamo per disperderci
e la terra è macchia nera tremolante
di formiche e non ritorni.
Non sarò per te il chiodo
che ti fissa
alla croce; mai per te questo corpo
è stato fatto
di legno; materiale anche di quei
modellini a vapore
che partivano soltanto
per restare.
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Su “Città di morti” di Herbert Lieberman (Minimum Fax, 2018)

di Fabio Orrico

L’arcipelago oscuro del noir statunitense ha ancora, a quanto sembra, zone rimaste inesplorate. Ne fa fede questo recupero di Minimum Fax di un autore, Herbert Lieberman che, tutt’ora in patria è praticamente uno sconosciuto. La cosa sorprende non poco, e non solo per la qualità eccelsa di questo Città di morti, datato 1976, ma anche perché Lieberman anticipa intuizioni di autori a vario titolo decisivi come James Ellroy o Thomas Harris. Forse Lieberman era troppo in anticipo sul suo tempo e la letteratura, di genere e non, non ancora pronta ad assorbire un affondo così estremo.
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Su “Di chi è Anne Frank?” di Cynthia Ozick (La Nave di Teseo, 2019)

di Fabio Orrico

Il saggio Di chi è Anne Frank? di Cynthia Ozick, in origine pubblicato sul New Yorker nel 1997 e ora raccolto in volume da La nave di Teseo è un piccolo ma densissimo e prezioso libro. Chi conosce il talento della Ozick narratrice non può che restare altrettanto ammirato dalle sue doti di saggista che, in questo caso, fanno luce su una figura, appunto quella di Anne Frank che, nel corso dei decenni, è diventata una vera e propria risorsa ideologica, in una certa misura addirittura deresponsabilizzante, praticamente per chiunque abbia voglia di accostarlesi.
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Intervista a Griselda Doka

di Fabio Orrico

Griselda Doka (Terpan Berat, Albania, 1984) ha pubblicato Soglie (Aletti, 2015) e Solo brevi domande esiliate (Fara, premio della critica al Poem Award Academy, Napoli, 2016). Dimentica chi sono, uscita sempre per Fara, è la sua ultima raccolta di poesie, un poema immersivo e scabroso che ci ha fatto immediatamente venire voglia di porre alcune domande alla sua autrice.
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